Abraham esalta Mourinho: “Ho imparato più con lui a Roma che in tanti anni in Premier”

La Roma gli ha restituito la nazionale inglese, ora Tammy Abraham in una lunga intervista al ‘Guardian’ ringrazia Josè Mourinho per averlo portato nella Capitale e fatto ritrovare il sorriso. Per lui, che dopo essere stato un punto fermo nel Chelsea di Lampard si è ritrovato ad essere una semplice riserva in quello di Tuchel, la Roma e la Serie A hanno rappresentato un nuovo punto di partenza: “Ho imparato più cose in poche settimane con Mourinho che in tutta la mia vita in Premier League”.

“Ho deciso di prendere il volo”

Abraham ha ripercorso la scelta che lo ha portato a lasciare Londra per vestire la maglia giallorossa. “Avevo diverse offerte. Poi quando mi ha chiamato Josè Mourinho la prima cosa che mi ha detto è stata:  Vuoi goderti un po’ di sole o stare sotto la pioggia?’ Ho riso. All’inizio non gli ho dato molto peso. Volevo restare in Premier League, a casa mia. Ma alla fine ho deciso di spiegare le mie ali e prendere il volo. Ho scelto l’Italia. Mou aveva un obiettivo, stava a me capire se volevo far parte di questo processo o no. Lui mi ha aiutato molto a integrarmi. Mi ha detto che ci sarebbe stata molta pressione dall’esterno e che gli occhi dei tifosi sarebbero stati tutti su di me. Dovevo fare una buona impressione ed è quello che ho fatto”.

“Lasciare la Premier scelta coraggiosa”

“Ora capisco perché il ct Southgate ha detto che  è stata una scelta coraggiosa – racconta ancora Abraham -. Allontanarsi da casa, cambiare paese è sempre una cosa coraggiosa da fare e consiglio ai giovani giocatori inglesi che mi vedono come esempio e quelli come Jadon Sancho che sono usciti e l’hanno fatto di non avere paura. Fin da piccolo ho sempre desiderato viaggiare, imparare lingue diverse e questo mi ha dato coraggio. Mi piace imparare l’italiano e spero, in un paio di mesi, di parlarlo in modo fluente. Ho visto il Colosseo, ma non ci sono stato dentro. Devo ancora conoscere la città. Avevo un obiettivo che mi ero prefissato ed era quello di andare là fuori e dimostrare a tutti le mie vere capacità. Certo che il fatto di trasferirsi da un paese all’altro è stressante, stare lontano dalla cucina di mia madre ogni giorno lo è. Ma mi sono ambientato bene”.

L’arrivo di Tuchel al Chelsea

Abraham poi ripercorre l’ultimo periodo al Chelsea. Quando Thomas Tuchel è succeduto a Frank Lampard a gennaio, l’attaccante giallorosso è scivolato rapidamente nelle gerarchie. Aveva appena segnato una tripletta contro il Luton Town in FA Cup, ma per l’ex tecnico del Psg non faceva parte del nuovo progetto. “All’inizio è piuttosto difficile da affrontare. Sono passato dal giocare regolarmente a non essere convocato. Sono arrivato a un punto in cui dovevo sedermi e parlare da solo. Mi allenavo solo per me stesso. Sarebbe stato facile lasciarmi andare, arrabbiarmi per aver perso il posto. In quel periodo ho imparato a conoscermi e questo ha rafforzato la mia mentalità. Ero con la squadra ogni volta che avevano bisogno di me. Ma è stata dura. Non l’ho proprio capito. Stavo segnando, arrivavo da una tripletta. L’infortunio contro il Newcastle quando Tuchel è arrivato ha reso tutto più difficile. I ragazzi hanno avuto buoni risultati anche senza di me, hanno continuato a vincere fino alla fine della stagione”.

Fonte Repubblica.it

Condividi
Subscribe
Notificami
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments
0
Would love your thoughts, please comment.x
()
x
Available for Amazon Prime